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Gualtiero Scapini Flangini è un giovane vecchio, appassionato di letteratura e di Storia, che scrive per passatempo. Primo di cinque figli, è nato a Legnago (VR) alla fine dell’estate del fatale 1939. E’ stato allevato durante la guerra dai nonni materni Flangini, nella grande casa di San Pietro di Legnago. Dopo il ritorno del padre dalla prigionia americana, si trasferì con la famiglia in Lombardia, a Iseo e poi a Brescia. Ha mantenuto stretti legami con la terra veneta pur integrandosi perfettamente nella società lombarda. Dopo gli studi superiori ha svolto svariati lavori, finendo la carriera come specialista di impianti natatori. Pensionato, continua a svolgere attività di consulente. Ama viaggiare, detesta i viaggi organizzati e le crociere, preferendo il fai da te e la libertà che questo concede. Ama gli sport praticati, la musica classica, il disegno, l’arte, il fai da te. E’ sposato e ha due figlie. Vive a Brescia.
Nel 2005 ha pubblicato un libro, El Butin, dove narra le proprie esperienze di bambino in balia della guerra.

Nel 1699, con la pace di Carlowitz, i Veneziani pensavano che finalmente fosse terminata l’epoca delle guerre col Turco. Ma nel 1713 il nuovo Sultano Achmet sentiva bruciare come una ferita, il possesso veneto della Morea e cominciò i preparativi per la sua riconquista. La guerra iniziò nel 1714 e finì nel 1718 con la pace di Passarowitz. L’Impero Ottomano ne uscì sconfitto, ma mantenne le conquiste fatte, in base al principio dell’Uti possidetis. Quella pace dava all’Austria parte dei Balcani, ma faceva perdere a Venezia il suo impero d’Oriente. Il racconto è basato sulle memorie di un ragazzo e sul diario di un ufficiale veneto che parteciparono a quella guerra. Dopo la vittoria di Corfù nell’estate del 1716, e la conseguente ritirata degli Ottomani, la guerra proseguì sui mari. Mentre in Ungheria e nei Balcani gli Austriaci, guidati da Eugenio di Savoia, combattevano vittoriosamente, respingendo i Turchi sempre più a sud, l’Armata Veneta andava costantemente all’attacco, intenzionata a scacciarli definitivamente dalla Grecia e liberare finalmente il Mediterraneo dalla loro minaccia secolare. Il 16 Giugno del 1717, nella acque del Monte Santo, al termine di un’epica battaglia navale tra la flotta veneziana e quella ottomana, cadeva mortalmente ferito al volto da un colpo di moschetto, il giovane Ammiraglio Lodovico Flangini, terzogenito del senatore Gerolamo, membro del Consiglio dei Dieci. La sua morte in battaglia fece un’enorme impressione e grande fu il lutto dei Veneziani. In memoria dell’illustre caduto, Benedetto Marcello compose la “Corona poetica in morte del Signor Lodovico Flangini” che è acclusa al presente romanzo storico in appendice, con note e commenti di Lorenzo Somma.

Pagg.180 ISBN 9788863472998

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